Cento anni fa il primo volo transatlantico senza scalo

Alcock e Brown, aviatori britannici in forza alla Raf, cento anni fa hanno compiuto un'impresa storica: sorvolare l'Altantico con un bombardiere Vickers Vimy dal Canada all'Irlanda. Il tutto in meno di 16 ore senza scalo. Impresa temeraria per quel tempo, che valse loro un ricco premio in denaro, la nomina di cavaliere e la fama mondiale. E' il 14 giugno 1919, i due militari dopo mesi di preparativi decollano da Saint John's, piccola cittadina canadese (penisola di Avalon-Terranova). A spingerli a questa impresa è la sfida lanciata dal quotidiano Daily Mail: un premio di 50 mila sterline per il primo attraversamento dell'Atlantico senza scalo.
John William Alcock, capitano, ha 27 anni; Arthur Whitten Brown, 33. Sono le ore 1.45 locali quando il bombardiere si stacca dalla pista. Le previsioni del tempo lungo la rotta revista non sono buone, le perturbazioni e la nebbia li costringeranno a variazioni tempestive. L'esito dell'impresa, soprattutto riuscire a rimanere entro i tempi previsti per la traversata sull'altra sponda dell'oceano, diventa un incubo. A Clifden, il piccolo aeroporto d'arrivo sulla costa occidentale dell'Irlanda, i presenti non sono tranquilli, scandiscono il tempo di ora in ora. Dopo le 15 ore d'attesa dal momento del decollo, gli orologi vengono consultati di minuto in minuto. Anche a  bordo del Vickers Vimy crescono le preoccupazioni per le condizioni del tempo, che obbligano i due piloti a una snervante attenzione ai banchi di nebbia. Dopo le 1.900 miglia percorse l'ottimismo cresce, a terra e in volo. 
Gli ultimi istanti della temeraria traversata sono una straordinaria cavalcata: 1950 miglia, 1970 miglia. Il tempo di percorrenza è di 16 ore. Gli orologi segnano 16 ore e 12 minuti quando l'aereo atterra: 1.980 le miglia raggiunte.  E' un tripudio, e ancor più grandi i festeggiamenti per Alcock e Brownin in Inghilterra: re Giorgio V conferisce loro il titolo di cavaliere, mentre Winston Churchill consegna il premio di 50 mila sterline messe in palio dal quotidiano Daily Mail, promotore dell'iniziativa. 






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