"La Rsa va ripensata"

Claudio Bossi svela i dettagli del progetto

   Sulle soluzioni da adottare per uscire da questa annosa situazione e sugli interventi da fare ci sono due correnti di pensiero, sulle quali si confrontano le tre coalizioni che sostengono i candidati sindaco Claudio Bossi, Mauro Capitanio e Carmen Trussardi. La prima vede concordi Capitanio-Trussardi e punta sulla conclusione definitiva del chiacchierato scambio raggiunto anni fa tra la parrocchia e il comune: Villa Teruzzi alla parrocchia, l’ex oratorio femminile al comune, la cui area è destinata appunto alla nuova Rsa. Insomma, completare lo status quo. Che al comune, visti i ritardi, costa oltre 40 mila euro l'anno per l'affitto.

    Di parere opposto sono le squadre per Claudio Bossi (La Rondine-Pd). Il loro progetto è così innovativo e distante dal primo da richiedere una serie di approfondimenti. «Partiamo dalla nuova concezione di Rsa, le cui linee guida sono cambiate negli anni - sottolinea Bossi - con l’abbandono del loro stato di strutture socio sanitarie con tutto quel che ne consegue. Oggi consideriamo la Rsa come piccoli ospedali per le persone anziane non più autosufficienti, le cui condizioni di salute sono serie e richiedono cure adatte. Queste strutture non devono essere necessariamente inserite in pieno centro cittadino, in quanto i ricoverati difficilmente possono uscire dalla residenza».

Dove dovrebbe essere costruita la nuova struttura? 
«All’esterno della prima cerchia cittadina, su un’area di circa 3 mila metri quadrati. Si tratta di un edificio innovativo, tecnologicamente avanzato, tutto su un solo piano, costruito con particolare attenzione alle nuove esigenze assistenziali e di funzionalità; dove anche i percorsi sono studiati per garantire spostamenti rapidi e senza ostacoli strutturali per il personale. Cosa assai difficile da ottenere negli edifici a più piani. La disponibilità-letti si aggirerà sui 120 posti, quota ben superiore agli 80-85 di quanti previsti dagli studi condivisi da Capitanio e Trussardi».

Però Concorezzo ha già esaurito la propria quota-cemento
«Quando si parla di intervento pubblico, come in questo caso, il limite può essere superato in quanto esigenza di bene comune».

Chi finanzierà il progetto?
«Dalle esperienze che ho seguito nel corso della mia professione, il costo ipotizzabile è di 8-12 milioni di euro con tempi di realizzazione di 2-3 anni, di cui uno necessario per le procedure di appalto e di inizio lavori. Un esempio: a Figino è stato realizzato il Borgo Sostenibile grazie a fondi non speculativi, dove l'investimento finanziario ha un ritorno. Sul fronte finanziamenti fondamentale resta poi l’accordo su convenzioni e accreditamento su cui decide la Regione Lombardia».

Che cosa prevede la sistemazione dell’ex oratorio in via Libertà
«Qui ci sono le novità più innovative. La prima riguarda la destinazione: appartamenti protetti per persone autosufficienti e per chi ne ha assoluta necessità temporanea, oltre ad altre unità per giovani coppie. Saranno garantiti i servizi sanitari, di sostegno e di integrazione. Si creerà così una interazione capace di sostenere reciprocamente più realtà generazionali. Insomma, una piccola Concorezzo in miniatura, con giardini e spazi comuni. Questa nuova realtà non porrà nuovi ostacoli alla viabilità, ai problemi di accesso come, per esempio, quelli di soccorso. Così eviteremo che via Libertà diventi un nodo ad alto livello di congestione».



 Claudio Bossi (fotografie La Rondine)





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